Marostica, adagiata sulla fascia pedemontana che, amena e verdeggiante si estende dall'Astico al Brenta, ha sempre suscitato un irresistibile fascino per le bellezze naturali di cui è ricca e per un passato storico originale e glorioso.
Le sue colline miti e assolate, ove tuttora si coltivano il ciliegio, la vite e l'olivo, e l'immediata pianura sottostante favorirono l'insediamento di nuclei umani fin dai più remoti tempi della preistoria.
Alcuni reperti, costituiti da frammenti di vasi, cocci ecc., trovati per lo più sul Pauso, sono la conferma della preromanità di Marostica e del resto non va dimenticato che la presenza paleoveneta nella zona è testimoniata nella vicina Bassano dalla necropoli di Angarano che risale al periodo Este I (XIII-Vll sec. a.C.).
L'attuale aspetto di Marostica, come città murata, risale agli Scaligeri.
La costruzione delle mura, intervallate dai torresini, venne iniziata da Cansignorio il 1° marzo 1372.
La cinta racchiude il colle Pausolino l'immediata pianura sottostante unendo così i due castelli.
Nell'armonioso susseguirsi delle cortine si inseriscono quattro porte: la Vicentina a sud, la Breganzina a ovest, la Bassanese a est e la porta del Castello Superiore a nord.
Nel 1934-1935 fu praticata un'altra apertura nel versante sud a fianco del Castello Inferiore per consentire agli abitanti del centro murato un più agevole accesso alla stazione ferroviaria.
I camminamenti di ronda appoggiati all'interno delle mura permettevano agli armati un servizio di guardia pronto ed efficiente.
Una splendida scacchiera lastricata al centro della Piazza degli Scacchi ospita la Partita a Scacchi che viene giocata negli anni pari e che rimane uno degli spettacoli all'aperto tra i più suggestivi del Veneto e dell'Italia.
Una brillante coreografia, arricchita di sgargianti, delicati e finissimi costumi quattrocenteschi, con alabardieri e balestrieri, fa da sfondo alla vicenda romantica che ha per protagonista principale la bella Lionora. |